Dott.ssa Martina Villa Psicologa e Coach Familiare

Dott.ssa Martina Villa

Sono nata ad Avezzano (Aq) e ho conseguito la Laurea in Psicologia, con indirizzo specialistico in Psicologia dello Sviluppo, presso l’Università “Gabriele D’Annunzio” di Chieti-Pescara.
Durante il corso di studi ho maturato un interesse crescente per il mondo della disabilità e per le sue problematiche.
Per il mio lavoro di tesi ho svolto una ricerca sulla tematica della “Formazione degli operatori del Dopo di Noi”. Da ciò è nata la mia decisione di ricercare esperienze dirette presso centri diurni e residenziali sia come tirocinante che come volontaria.
Ho frequentato il corso di formazione “Psicologia della disabilità: il metodo del Coach Familiare” con i docenti della YB Formazione, presso la cooperativa sociale “il Mandorlo” di Cesena.
È mia intenzione contribuire ad esplorare il mondo della disabilità cercando di dare risposte ad aspetti ancora da chiarire totalmente e ritenuti fondamentali per qualsiasi approccio educativo-relazionale con la persona con disabilità.

I suoi articoli

Comunicazione e disabilità: come intervenire

Sappiamo che la “comunicazione” non riguarda solo il linguaggio, ma in realtà il concetto è molto più ampio. La comunicazione è incontro, relazione, e per esserci ha bisogno (almeno) di due persone che condividano codici comuni ai quali poter attribuire un significato e poter dare risposta.

Comunicazione e comportamento problema: innovative strategie

Il comportamento problema porta inevitabilmente al disturbo ed alla rottura di una comunicazione efficace, che amplifica chiaramente l’entità del problema, facendolo apparire spesso un ostacolo insormontabile. Il Coach Familiare dà voce a messaggi che resterebbero incompresi, favorendo una comunicazione più efficace.

"Dopo di Noi": chi avrà cura di nostro figlio disabile?

“Dopo di Noi” è il termine col quale i genitori di persone con disabilità indicano il periodo che seguirà alla loro dipartita.

Sessualità: l'argomento tabù della disabilità

L’attuale contesto socio-culturale ricopre il binomio “disabilità-sessualità” di stereotipi e pregiudizi, che limitano il pieno riconoscimento dei diritti sessuali e affettivi delle persone con disabilità. L’affettività e la sessualità sono diritti, bisogni e parti integranti delle biografie individuali.

Sport nella disabilità: mezzo di accrescimento personale

Lo sport per la persona con disabilità è l’esaltazione delle sue capacità di ciò che sa fare e di ciò che sa essere; è motivo di emancipazione e accrescimento personale, di percezione della propria efficienza e dà vita ad un ambiente ricco di stimolazioni significative.

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