ISEE ristretto nella compartecipazione economica

La compartecipazione della spesa secondo il parametro ISEE per le persone con disabilità e l’ISEE ristretto 

Per molti servizi socio-sanitari, si richiede la compartecipazione della spesa secondo il parametro ISEE familiare.

Tuttavia, la normativa prevede che, per le persone con disabilità adulte anche conviventi con i genitori, si debba applicare l’ISEE ristretto.

Lo sapevate? E sapete di cosa si tratta? Lo spieghiamo in questo articolo.

 

Cos’è l’ISEE ristretto? 

Per accedere a determinati servizi socio-sanitari, è possibile calcolare l’ISEE considerando un nucleo familiare “ristretto”, composto solo da coniuge e figli, invece del nucleo completo previsto normalmente.

Questo consente a molte persone con disabilità (spesso celibi/nubili e senza figli) di avere un ISEE equivalente a quello individuale. 

 

Applicazione dell’ISEE ristretto: quando e per chi?  

La riforma dell’ISEE introdotta dal DPCM 5 dicembre 2013, n. 159 (in vigore dal 1° gennaio 2015), ha modificato profondamente le regole per il calcolo dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente.

Sebbene sia stato superato l’ISEE “individuale” previsto in passato per le persone con disabilità grave, il nuovo decreto ha comunque previsto una modalità agevolata per chi accede a prestazioni socio-sanitarie agevolate.

 

Quali prestazioni rientrano in questo regime?

L’art. 1 del DPCM 159/2013, definisce queste prestazioni come:

sociali agevolate assicurate nell’ambito di percorsi assistenziali integrati di natura sociosanitaria rivolte a persone con disabilità e limitazioni dell’autonomia.

Sono incluse sia prestazioni con forte componente sanitaria, sia quelle in cui prevale l’aspetto sociale.

A supporto di questa visione si richiama anche la giurisprudenza (es. Consiglio di Stato, ordinanza 3065 del 2009).

 

Quali prestazioni sono considerate socio-sanitarie ai fini ISEE?

Le prestazioni che sono considerate socio-sanitarie ai fini ISEE sono:

  1. Aiuti domiciliari per favorire l’autonomia e la permanenza a casa.
  2. Ospitalità in strutture residenziali e semiresidenziali, con servizi accessori.
  3. Interventi per l’inclusione sociale, compresi contributi economici e voucher per servizi.

Queste prestazioni rientrano nell’ISEE ristretto anche se la componente sanitaria non è prevalente o assente, come stabilito anche dall’atto di indirizzo e coordinamento del DPCM 14 febbraio 2001.

 

Prestazioni socio-sanitarie e ISEE ristretto: cosa dice la normativa

Il concetto di prestazione socio-sanitaria non si basa sul fatto che il servizio riceva finanziamenti dal sistema sanitario, ma sull’obiettivo di tutela della salute e dell’inclusione della persona con disabilità.

Anche servizi finanziati interamente dai Comuni, come l’assistenza domiciliare, rientrano tra quelli considerati socio-sanitari.

 

Giurisprudenza e inclusione sociale

In passato, i giudici hanno affermato che, anche per servizi definiti “socio-assistenziali” dalla normativa regionale, la compartecipazione ai costi deve basarsi solo sulla situazione economica della persona assistita (Consiglio di Stato, ordinanza n. 3065/2009).

 

Un regime pensato per l’inclusione: le applicazioni pratiche

La finalità della normativa è agevolare l’accesso ai servizi per le persone con disabilità, riconoscendo la loro condizione di svantaggio e promuovendo pari opportunità e inclusione sociale.

L’ISEE ristretto si applica a tutti i servizi per persone con disabilità erogati, tra cui (elenco non esaustivo):

  • Assistenza domiciliare
  • Centri Socio Educativi (CSE)
  • Servizi per l’Autonomia (SFA)
  • Contributi per la vita indipendente
  • Prestazioni accessorie come mensa e trasporto.

 

ISEE ristretto quando si applica e a chi?

Come detto sopra l’ISEE ristretto è una modalità semplificata di calcolo dell’indicatore economico, pensata per agevolare le persone con disabilità che accedono a prestazioni socio-sanitarie (es. CSE, SFA, assistenza domiciliare, progetti di vita individualizzati, ecc.).

Per le persone maggiorenni con disabilità: si applica se non è coniugata e se non ha figli. Il nucleo familiare sarà pertanto composto solo dalla persona interessata. Questo permette di accedere ai servizi socio-sanitari con un valore ISEE più basso e più equo.

Invece per i minorenni con disabilità di norma non si applica, infatti per i minori il nucleo familiare è quello ordinario e include entrambi i genitori, anche se non conviventi, a meno che i genitori non siano sposati e non convivano e non vi siano legami economici (dimostrabili con autocertificazione o documentazione): in questi casi, può essere escluso uno dei due genitori, ma serve valutazione caso per caso da parte dell’ente.

E’ bene infine precisare che l’ISEE ristretto non dipende dal tipo di finanziamento del servizio (sanitario o sociale), ma dalla finalità del servizio, che deve essere socio-sanitaria, cioè volta a favorire:

  • inclusione
  • autonomia
  • benessere della persona.

 

Vuoi avere maggiori informazioni sull’ISEE ristretto e Progetto di Vita?

 

Contattaci

Articoli correlati:

Progetto di vita

Che cos’è un Progetto di vita?

Guardiamo insieme la spiegazione di Pietro su…cos’è il Progetto di Vita e leggiamo poi da dov’è partito il progetto del Coach Familiare.

08 Ottobre 2021

ISEE e progetto di vita

ISEE e progetto di vita: il caso di una famiglia

Il progetto di vita individualizzato è un diritto della persona. ISEE e progetto di vita individualizzato non hanno alcun rapporto nella fase di attivazione, ma solo nella successiva fase di analisi del budget per stabilire il grado di assistenza.

28 Ottobre 2022