Coach Familiare e Dopo di Noi: un esempio di percorso

Un esempio di costruzione del Dopo di noi con il Coach Familiare: la storia di Simone

In questo articolo vi presento un esempio concreto di costruzione del Dopo di noi, con l’attivazione del servizio del Coach Familiare.

Simone ha 40 anni, una disabilità fisica e ha acquisito un grado di autonomia apparentemente significativa.

Vive in un appartamento vicino ai genitori e gli altri fratelli.

Ha un lavoro, ma la sua frequenza lavorativa è ridotta.

Lavora da anni nella stessa azienda, da prima con un contratto a tempo indeterminato, ma da qualche tempo a seguito di un ridimensionamento aziendale, Simone ha optato in accordo con il datore di lavoro per un contratto a chiamata.

Questo ha avuto una ricaduta economica negativa.

Simone si lamenta molto del fatto che lavora poco e ha pochi soldi.

L’intervento del Coach Familiare

Il servizio di Coach Familiare viene attivato dai servizi sociali al fine di valutare il grado di affaticamento dei genitori, che sono anziani.

I genitori di Simone, gestiscono un’attività commerciale di loro proprietà, nella quale Simone non presta il proprio aiuto, se non raramente e comunque dietro una ricompensa economica.

Come si comporta Simone?

Sembra essersi adagiato su ciò che ha e può ottenere, grazie all’atteggiamento dei familiari.

Non cucina mai per se, mangia sempre a casa dei genitori, esce con gli amici, la sera sta fino a tardi davanti alla tv.

Vive la sua vita con i ritmi sonno-veglia invertiti: di giorno dorme fino a tardi e la notte si corica a letto in ore tarde. Sono i genitori, chiamati direttamente dal datore di lavoro di Simone, a svegliarlo in caso debba recarsi in azienda.

Ha apparentemente una vita autonoma, ma nella realtà sono i genitori ad occuparsi di tutto, ad esempio, sono gestiti dai suoi genitori:

  • l’intera gestione economica
  • il pagamento delle utenze del suo appartamento.

Simone tuttavia, pur avendo poche spese, si lamenta spesso del fatto che lavora poco e ha pochi soldi per uscire con gli amici.

Spesso i genitori, in particolare il padre, danno a Simone dei soldi per la benzina o per le sue uscite con gli amici e anche quando aiuta i genitori in negozio lo fa dietro una ricompensa, una sorta di paghetta stabilita con il padre nella speranza di motivarlo.

Le preoccupazioni della famiglia

Gli altri fratelli di Simone, sono preoccupati perchè vedono che i genitori sono affaticati.

Loro aiutano quando possono i genitori in negozio, ma ovviamente non ricevono alcuna ricompensa economica essendo adulti e con una vita propria.

Nel contempo, i genitori di Simone non vogliono che la responsabilità del figlio ricada sui fratelli che hanno ormai le loro famiglie, ma sono stanchi, sono anziani e sono affaticati.

A tal proposito Simone non sembra mostrare alcuna empatia, non si preoccupa della fatica e degli sforzi che i suoi genitori continuano a compiere per lui e non è motivato a cambiare.

Ha le capacità, ma non si impegna, non è motivato in quanto in ogni caso non incorrerebbe in nessuna conseguenza negativa.

Una qualsiasi persona adulta è consapevole che, ad esempio, se non paga una bolletta gli sarà tagliata la luce.

Simone non è preoccupato di questo, in quanto, se non paga una bolletta, saranno i suoi genitori a farlo e in ogni caso lo fanno per lui già a priori di modo che lui non debba preoccuparsene.

Il percorso d’incremento delle autonomie

Al fine di aiutare Simone nell’incremento delle sue autonomie all’interno del percorso di Coach Familiare, vengono stabiliti degli obiettivi su cui il Coach operativo lavorerà direttamente con Simone e la sua famiglia.

Gli obiettivi stabiliti, sono così riassumibili:

  • Migliorare l’autonomia di Simone all’interno della sua casa. Sarà Simone a doversi occupare della sua casa, di pulirla, fare la spesa e gestire le spese economiche ad essa legate.
  • Definire dei confini con i genitori. Sia confini concreti come chiudere la porta comunicante con la casa di Simone, che confini più astratti come non permettere che Simone mangi a casa dei genitori o che la madre entri in casa di Simone per fare il bucato o pulire, o che il padre gli fornisca degli incentivi economici.
  • Simone dovrà cucinare da solo per sé, e per il primo mese i genitori non dovranno dare un aiuto pratico a Simone.
  • Supportare Simone nella gestione delle spese.

L’inizio del percorso del Coach Familiare

Il percorso di Coach Familiare inizia con tanti timori da parte dei genitori.

La madre soprattutto, si mostra molto preoccupata.

Il Coach operativo effettua un affiancamento e monitoraggio settimanale. Coach operativo si reca a casa di Simone, aiutandolo ad incrementare le autonomie sulla gestione della casa.

Il Coach lavora senza sostituirsi a Simone, bensì osservando ed effettuando correzioni e ragionando insieme a lui là dove ci siano difficoltà.

Le principali attività svolte dal Coach con Simone sono riassumibili nella tabella a seguire:

coach familiare

I primi risultati ottenuti

La mamma, che inizialmente si era mostrata la più spaventata, dai primi risultati si è tranquillizzata, vedendo che Simone ce la faceva da solo.

A quel punto la madre si è sentita legittimata a dargli una serie di no.

Chi ha fatto più fatica a non fornire aiuti e facilitazioni a Simone nel corso di questo percorso, è stato il padre.

Ha iniziato a chiedere a Simone una parte delle bollette.

Ogni tanto però è ricaduto nelle vecchie abitudini posticipando il pagamento o dando ancora la paghetta.

I genitori durante il percorso si sono supportati tantissimo sostenendosi a vicenda, quando uno dei due ha manifestato difficoltà nel portare avanti una prescrizione data.

Si andavano a correggere e si sostenevano l’un l’altro quando si accorgevano che l’altro stava scivolando su una vecchia abitudine, questo li ha alleggeriti nel portare avanti il percorso.

La casa era tenuta bene, Simone faceva le pulizie.

Quando il Coach ha iniziato ad allentare gli incontri ha dato il compito a Simone di inviare regolarmente foto:

dello stato della casa

dei pasti che si cucinava da solo

di vestiti che indossava per andare a lavoro.

Simone ha continuato a mandare le foto ben oltre la fine del percorso: elemento che fa evincere come i feedback lo gratificassero.

Sulla parte delle spese c’è stata la consapevolezza da parte sua di come bilanciare le cose.

Conclusioni e sviluppi futuri 

Il caso di Simone, rende evidente come per un cambiamento concreto verso l’adultità, sia necessario una modifica dell’ambiente in cui si trova.

In questo caso specifico il cambiamento doveva avvenire in primis nelle modalità supportive dei genitori nei confronti di Simone.

Con questa famiglia a distanza di un anno è stato attivato un secondo percorso di Coach familiare, orientato a fare in modo che Simone gestisca da solo i propri impegni lavorativi (es: svegliarsi dal solo etc.).

Per questo secondo percorso si è optato per la sostituzione del coach operativo con un altro coach, di modo da poter eliminare i possibili effetti di dipendenza e mostrare alla famiglia che i cambiamenti ottenuti siano stati dovuti al proprio impegno e alle capacità di Simone, e non esclusivamente alle competenze del Coach.

E il percorso continua…

 

Photo by Volodymyr Hryshchenko Unsplash

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