Metodologia del Coach Familiare: perché iscriversi al corso

Perchè mi sono iscritta al corso “Autismo e disabilità: gestire le situazioni problematiche e programmare il Dopo di Noi; la metodologia del Coach Familiare”?

Sono Daniela Comes e vorrei spiegarvi perché ho deciso di iscrivermi al corso: “Autismo e disabilità: gestire le situazioni problematiche e programmare il Dopo di Noi; la metodologia del Coach Familiare”.

Mi presento

Mi piace tanto definirmi:

la mamma di…

non perchè io sia solo una mamma, ma perchè avere un figlio per me era un sogno… l’unico in cui la natura avrebbe fatto la sua parte senza in alcun modo permettermi di trasformare il mio sogno in obiettivo e lasciando davanti a me un percorso ricco di sorprese.
Per il resto posso definirmi una persona molto pragmatica, sicuramente empatica e sensibile, forse troppo, anche se tento di mascherarlo.

La mia formazione

A livello di formazione ho sviluppato la mia strada.

Senza dilungarmi troppo dirò solo che ho due lauree: Scienze Politiche e Psicologia.

La prima mi ha dato la possibilità di sviluppare il pensiero analitico, la seconda ad esplorare il campo che realmente mi interessava nella vita.

E’ arrivata a distanza di anni dalla prima, ma solo quando ho deciso di trasformare il mio sogno in obiettivo: voglio aiutare le persone.

Tra la prima e la seconda laurea ho seguito dei corsi di coaching, ma personalmente reputo che un buon coach debba avere delle competenze consolidate di psicologia, perchè altrimenti rischia di:

fare più danno che guadagno

Come ho conosciuto il corso “Autismo e disabilità: gestire le situazioni problematiche e programmare il Dopo di Noi; la metodologia del Coach Familiare” 

Ho cercato questo corso perchè delle persone a me care hanno chiesto di scrivere gratuitamente degli articoli per delle famiglie che vivono la disabilità.

Sulla scia dell’entusiasmo ho accettato, ma la razionalità, lavorando di concerto con l’empatia, mi ha fatta frenare. Il freno era la responsabilità: non ci si può inventare specialisti di un settore.

Ed è così che ho deciso di documentarmi per fare, come sempre, le cose con professionalità.

Navigando su Web, ho trovato migliaia di proposte e corsi, ma solamente nel portale del Coach Familiare ho trovato quelle risposte ch facevano al mio caso. In particolare mi sono imbattuta nel corso “Autismo e disabilità: gestire le situazioni problematiche e programmare il Dopo di Noi; la metodologia del Coach Familiare” e non vedo l’ora di cominciare quest’avventura!

Quali sono le mie aspettative frequentando questo corso “Autismo e disabilità: gestire le situazioni problematiche e programmare il Dopo di Noi; la metodologia del Coach Familiare”

Mi aspetto di acquisire delle competenze e la metodologia del Coach Familiare, che mi permettano di aiutare concretamente delle famiglie a vivere la loro quotidianità nel miglior modo possibile, di poterle aiutare a equilibrare la propria vita con la loro realtà, senza per questo dipendere dalla presenza di qualcuno che li accompagni.

Non solo perchè è importante vivere la famiglia in maniera indipendente, ma anche perchè non mi piacciono le persone che vivono creando dipendenza nei loro clienti, senza considerare anche l’impatto economico che ha sulle finanze familiari.

In conclusione

Considero questo lavoro, come molti altri, frutto di una vocazione: senza il cuore non si può fare.

Io per ora ho il cuore e voglio metterlo a disposizione, unitamente alla professionalità ed alla metodologia che acquisirò, di coloro che ne hanno bisogno, ma in maniera pratica e circoscritta nel tempo.

Del resto è giusto che una famiglia viva la propria famiglia.

(Ringraziamo Daniela Comes per questa sua testimonianza)

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