Agenda visiva: il caso del bambino Mario

Agenda visiva: cos’è e come si utilizza?

Come abbiamo già spiegato in un precedente articolo l’agenda visiva è uno strumento che ha come principale obiettivo quello di creare una routine, fornendo informazioni relative l’organizzazione della giornata o di una parte di essa.

Più precisamente, costituisce uno degli strumenti più efficaci per aiutare a comprendere meglio come si scandisce il tempo, fornendo informazioni sulle attività quotidiane e sulla loro sequenza.

Questa possibilità di anticipare quello che accadrà attenua l’agitazione e migliora la possibilità di:

  • interazione
  • apprendimento
  • comunicazione

 

oltre ad incidere positivamente sui comportamenti problema. 

 

Il caso di Mario, un bambino di 7 anni 

Mario è un bambino di 7 anni e frequenta la seconda elementare presso una scuola a Ravenna.

Presenta un lieve ritardo mentale che ha portato alcune persone, già dalla prima elementare, a considerare Mario un bambino “senza speranza, che non imparerà mai come gli altri bambini”.

Mario sta iniziando ora a formare delle frasi di senso compiuto, nonostante qualche frase sia ancora poco comprensibile. Riconosce e apprende senza problemi le lettere e i numeri dimostrando grande potenzialità.

I suoi tratti oppositivo-provocatori ostacolano le sue giornate a scuola, perchè vuole fare solo quello che gli piace e questo mette in difficoltà le maestre quando devono svolgere attività didattiche, poiché Mario si applica solo quando è veramente motivato, e non sotto pressione.

Per questo motivo è stato consigliato alle maestre l’uso di un’agenda visiva in cui si alternano momenti di gioco ad attività didattiche.

È molto importante che le attività vengano realizzate necessariamente nell’ordine in cui vengono presentate.

A parte casi molto rari, non si invertono e non si cambiano le attività una volta che si è compilata l’agenda! 

 

Come costruire l’agenda visiva per Mario

L’agenda visiva si compone di una serie di attività in successione temporale, che devono essere immediatamente riconoscibili da Mario.

Si utilizzano solitamente delle immagini attaccate a una striscia di velcro con orientamento verticale, o orizzontale, raffiguranti: simboli, disegni o fotografie dell’oggetto, azione o attività reale che si intende raffigurare.

La sequenza delle attività è composta da 2 tipologie di immagini:

  • Attività didattiche (a cura dell’insegnante)
  • Rinforzi (i giochi, che Mario sceglie e le cui immagini deve sempre averle a disposizione).

Deve avere a disposizione le immagini, non i giochi! I giochi devono essere dati solo quando è il momento.

L’agenda deve essere alternata: si parte con un gioco (in modo da motivare maggiormente Mario nell’iniziare la giornata) e poi un’attività didattica, un gioco e così via.

Per quanto riguarda la parte didattica, è possibile usare simboli o disegni delle materie da fare (es: italiano) o delle attività che deve svolgere (es: lettura).

Ci sono due regole fondamentali per la scelta e l’uso di questi simboli e immagini:

  • Devono essere chiare a sfondo neutro, contenenti meno simboli possibili
  • Bisogna utilizzare lo stesso tipo di immagine ogni volta che si svolge la medesima attività.

 

Agenda visiva

Mario è soggetto attivo!

È importante far capire a Mario che lui è parte in causa della costruzione dell’agenda, facendogli scegliere i giochi che vuole fare in quella giornata. Per incentivarlo accanto alle caselle dei rinforzi si può mettere una M di Mario e gli si dice:

Dove c’è la M puoi mettere quello che vuoi

Una volta che Mario sceglie e mette le attività nell’agenda accanto alla M, nelle altre caselle sarà la maestra a scegliere e mettere le immagini che rappresenteranno le attività didattiche da fare.

È importante riflettere e concordare con Mario, prima di costruire l’agenda, le varie attività chiedendogli:

Allora Mario, oggi con cosa vogliamo giocare?

Prima lui mette le attività ludiche dove c’è la M, dopo di che l’insegnante inserisce le attività didattiche.

Una volta terminata l’attività, l’immagine verrà posta in una scatola o in una busta da collocare di fianco all’agenda visiva.

Questo permette a Mario di migliorare la comprensione del trascorrere del tempo attraverso feedback concreti./vc_column_text]

 

Suggerimenti pratici per creare l’agenda visiva

  • È fondamentale e necessario seguire l’agenda visiva: non si può cambiare l’ordine delle attività o le attività stesse dopo che l’agenda si è già compilata e concordata insieme a Mario.
  • L’agenda si concorda prima dell’inizio di tutte le attività: finché Mario non ha finito l’attività didattica che è sull’agenda visiva non gli si deve far fare l’attività ludica (rinforzo); solo nel momento in cui completa l’esercizio didattico, lo si può far giocare.
  • Dopo che ha fatto l’esercizio didattico non lo si fa giocare, non va bene! È importantissimo dargli il rinforzo che merita.

 

Se ad esempio Mario fa i capricci, perchè non vuole fare l’attività didattica, non lo si deve mettere in punizione, ma lo si deve lasciare fare: qualunque sia il comportamento la risposta deve essere sempre:

ok… prima facciamo esercizi di lettura e poi i colori.

E se a questo lui risponde urlando:

colori, colori

gli si risponderà sempre:

prima lettura poi i colori

In questo modo il messaggio che gli si trasmette è che non porterà a nessun vantaggio comportarsi in quel modo e che è l’agenda visiva a dire ciò che bisogna fare in quel momento.

Lavorare su un comportamento problema in classe è un percorso lungo, faticoso e difficile, esposto costantemente al rischio di fallimento.

Non bisogna arrendersi alla prima difficoltà, altrimenti ogni strategia risulta sterile e rischia di convincersi erroneamente che non sia efficace.

Come abbiamo potuto constatare da questo articolo, l’analisi funzionale è uno strumento utile, non solo per comprendere cosa motiva la persona a compiere comportamenti inadeguati, ma anche cosa spinge l’ambiente a fornire ad essi determinate conseguenze.

Comprendere l’analisi funzionale aiuta a progettare interventi basati sulla funzione del comportamento e a condurre correttamente il trattamento.

Per affrontare efficacemente i comportamenti problema è necessario:

  • definirli
  • misurarli
  • identificarne la funzione.

 

Conclusioni 

A noi interessa che Mario capisca la sequenza degli eventi, permettendogli di:

  • Anticipare le situazioni configurandosele concretamente in maniera visiva
  • Sapere in anticipo quello che accadrà
  • Fare scelte autonome

Le variabili, comunque, sono molte e bisogna vedere di volta in volta come poter insegnare a Mario che ci sono momenti in cui può giocare, e altri in cui deve essere impegnato in attività decise da altri.

 

ph. by pexels

 

 

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