Convegno nazionale sul Progetto di Vita a Taranto
Il Convegno nazionale sul Progetto di Vita organizzato dalla cooperativa sociale ISACPro – Partner Territoriale Coach familiare, Metodo Coach Familiare e da YB Formazione srls, si è tenuto il 26 febbraio 2026 a Taranto, nel Salone degli Specchi, presso Palazzo di Città.
Il titolo del Convegno nazionale sul Progetto di Vita è eloquente:
Il futuro non aspetta: il Progetto di Vita è oggi.
e come indicato nel manifesto dell’iniziativa:
il Progetto di Vita è il futuro delle persone con disabilità e può iniziare oggi. Non è un sogno lontano, ma una soluzione concreta, personalizzabile e attuabile fin da subito. Insieme possiamo trasformare le preoccupazioni in un percorso sereno.
Il programma del Convegno nazionale sul Progetto di vita
Ai saluti istituzionali in programma di Erika Tomassini, Psicoterapeuta e Presidente della Cooperativa Sociale ISACPro, di Gianni Tartaglia, Presidente Commissione Servizi del Comune di Taranto e di Antonio Giampietro, Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità, si sono aggiunti anche quelli di Angelica Lazzaro, Funzionaria del Comune di Taranto e Patrizia Mignolo, Presidente Commissione Affari Generali del Comune di Taranto.
La moderatrice Chiara Massafra, Psicologa della Cooperativa Sociale ISACPro ha introdotto gli interventi di:
- Enrica Sibilio (Coordinatrice e Psicologa di ISACPro), “Accogliere i bisogni e i desideri della persona con disabilità”
- Pietro Berti (Psicologo e ideatore metodo di Coach Familiare), “Costruire il Progetto di Vita”
- Laura Andrao, (Avvocato specializzata nella disabilità), “La legge sul Progetto di Vita, dalla legge 62/2000 alle odierne sperimentazioni”.
Dopo questi interventi la moderatrice ha dato ampio spazio ad alcuni psicologi che hanno brevemente parlato di casi di Progetti di Vita, che stanno seguendo, e testimonianze di genitori di persone con disabilità, per le quali sono stati realizzati Progetti di vita.
Accogliere i bisogni e i desideri della persona con disabilità
Enrica Sibilio (Coordinatrice e Psicologa di ISACPro), ha spiegato che accogliere i bisogni e i desideri significa passare da una visione di “cura” a una visione di “progetto”: riconoscere che la vita delle persone con disabilità non è in attesa di essere riparata, ma è pronta per essere vissuta ed espansa.
Il Progetto di Vita è lo strumento che può trasformare le aspirazioni in percorsi concreti.
Per troppo tempo, nella storia dei servizi, i desideri delle persone con disabilità sono stati messi in secondo piano, quasi fossero un lusso rispetto ai bisogni primari di assistenza e protezione, ma una vita fatta solo di protezione, senza possibilità di scelta, senza opportunità di esprimere preferenze, senza spazi di autonomia, è una vita che rischia di restare sospesa.
Accogliere i bisogni e i desideri significa allora riconoscere che ogni persona ha diritto a immaginare il proprio futuro e a partecipare alla costruzione del proprio presente.
Questo tema sarà approfondito in un prossimo articolo.
Costruire il Progetto di Vita
Pietro Berti, psicologo e ideatore del metodo Coach familiare, ha spiegato come si costruisce tecnicamente un Progetto di Vita e come la sua costruzione unisca le competenze professionali del professionista che accompagna la persona con disabilità e la famiglia all’empowerment della persona e quindi come si rende protagonista del proprio percorso.
Berti inizia dicendo che ha dovuto ideare il metodo del Coach familiare, perchè quando nel 2010 ha iniziato ad interessarsi alle modalità d’intervento in ambito famigliare, non c’era ancora nulla né in Italia, né all’estero.
In quegli anni parlare di Progetto di Vita era come parlare di qualcosa di totalmente sconosciuto, pur essendoci già dal 2000 l’articolo 14 della legge 328 che stabilisce un diritto.
Oggi non è più così, oggi si conosce il Progetto di Vita e si parla di suoi aspetti specifici e del modello unico nazionale in sperimentazione.
Approfondiremo l’intervento di Pietro Berti in un prossimo articolo.
La legge sul Progetto di Vita
L’avvocato Laura Andrao specializzata nel diritto delle persone con disabilità, ha parlato della normativa sul Progetto di Vita e le integrazioni attuali alla normativa, partendo da una domanda semplice, ma scomoda:
La legge 328 del 2000 ovvero la legge che ha dato i natali al Progetto di Vita è stata davvero applicata?
Perchè oggi si parla di Progetto di Vita, di nuova riforma e di decreto legislativo 62 del 2024, ma il diritto al Progetto di vita individualizzato non nasce oggi.
E’ nato ben 26 anni fa, con l’articolo 14 della legge 328 del 2000 che sancisce il diritto della persona con disabilità a vedersi riconosciuto un Progetto di Vita individuale.
In un prossimo articolo riporteremo tutti gli aspetti, di cui ha parlato l’avvocato Andrao.
Le testimonianze delle famiglie al Convegno nazionale sul Progetto di Vita
Al Convegno nazionale sul Progetto di Vita è stato dato spazio anche alle testimonianze di genitori di persone con disabilità che vivono in varie città d’Italia ed hanno presentato i Progetti di vita dei loro cari, spiegando perchè per loro è stata una tappa importante.
Le testimonianze sono quelle di:
- Fabio vive a Roma ed è padre di un ragazzo autistico di 24 che si chiama Davide, che fra i 3 e i 5 anni ha manifestato difficoltà di linguaggio, non parlava ed era sempre molto agitato.
- Francesca, mamma di un ragazzo di 19 anni, Riccardo, che ha spiegato perchè è importante attivare il Progetto di vita.
- Raffaella è la mamma del piccolo Federico di 10 anni ed ha portato la sua testimonianza, spiegando perchè il Progetto di Vita è stato per loro una tappa fondamentale del loro percorso, perchè ha permesso di trasformare i suoi bisogni in obiettivi reali.
A queste testimonianze concrete di come sia stato importante per le famiglie e per la persona con disabilità avviare il Progetto di Vita dedicheremo un prossimo articolo.
Vuoi maggiori informazioni sul Progetto di Vita e su come si costruisce?