Dopo di noi durante noi: imparo a vivere da solo

Il Dopo di noi: l’autonomia e l’indipendenza 

In numerosi articoli è stato affrontato il tema Dopo di Noi, delle leggi e delle agevolazioni.

Come sappiamo, con la legge del Dopo di noi 112/2016, sono state riconosciute delle agevolazioni per aiutare le famiglie con figli con disabilità a dare un futuro meno incerto ai propri figli, quando loro non ci saranno più.

Questa legge ha fatto emergere l’importanza di un tema molto trascurato, ovvero lo sviluppo dell’autonomia e dell’indipendenza di questi ragazzi.

Dopo di noi durante noi e Cohousing: un nuovo progetto

Si sta cercando, sempre di più, di portare avanti iniziative che aiutino lo sviluppo del Dopo di noi durante noi. Tra queste, vi parliamo di un progetto molto bello di Cohousing dell’associazione “Vita attiva”, in collaborazione con l’Associazione “A ruota libera”, sviluppato a Napoli, iniziato prima della pandemia e attualmente in corso.

A parlarcene è proprio un operatore che ha potuto vivere da dentro questa esperienza e farci comprendere quanto sia importante investire in questa direzione.

Com’è nato il progetto?

Diamo la parola ad un operatore del Cohousing.

Da un’uscita in comitiva

Infatti, prima del progetto di Cohousing, i ragazzi uscivano il sabato in comitiva, insieme agli operatori, e trascorrevano la giornata insieme, tra passeggiate, giri per negozi, pranzi in compagnia.

Dopo un po’ si è pensato di estendere quei momenti piacevoli a tutto il weekend e, perchè no, unire l’utile al dilettevole.

Nasce così il progetto “Imparo a vivere da solo”, per permettere a questi ragazzi di trascorrere del tempo insieme, lavorando allo stesso tempo sullo sviluppo della propria autonomia.

Le finalità sono due: indipendenza e autonomia.

E una terza, non meno importante: divertimento!

La durata del progetto è annuale e i tre pilastri fondamentali sono le famiglie, i tutor e i ragazzi. Non si può fare a meno di nessuno dei tre.

Cosa prevede il progetto del Cohousing per il Dopo di Noi?

Ogni weekend si riuniscono in una casa, adeguatamente adibita, 4 ragazzi, accompagnati da 2 tutor, dal venerdì pomeriggio alla domenica pomeriggio. Dato il gran numero di ragazzi aderenti al progetto sono stati creati dei turni di rotazione.

In questi tre giorni ragazzi si sperimentano in una serie di attività come andare a fare la spesa, fare i letti e cucinare, unite, poi, a giochi da tavolo, film, passeggiate, shopping.

L’unica regola fondamentale è che i tutor devono essere solo un accompagnamento, cercando, ove possibile, di non sostituirsi mai a loro.

Altro aspetto molto importante è che, dopo 6 mesi, i ragazzi che mostrano una maggiore autonomia aiutano i nuovi inserimenti affiancandoli, con l’obiettivo, a lungo termine, di ridurre sempre di più la presenza dei tutor.

Che difficoltà e che aspetti positivi sono emersi?

Si nota, dopo poco tempo, quanto le difficoltà iniziali diventino i punti di forza.

La difficoltà iniziale è principalmente quella di scardinare le proprie abitudini e di adeguarsi a una situazione di gruppo nuova in un ambiente nuovo, ma è proprio quel gruppo e quell’ambiente che li riesce a rendere, poco a poco, padroni di nuove realtà, diverse dall’ordinario, e, sempre di più, della loro autonomia.

In conclusione, possiamo dire che abbiamo bisogno di più progetti e più iniziative così.

Abbiamo bisogno che si costruisca sempre di più il Dopo di noi durante noi.

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