La resilienza del caregiver: l’importanza di essere informati
Il titolo di un intervento di Pietro Berti, psicologo e fondatore del metodo Coach Familiare, tenuto il 17 marzo 2026 a Roma, presso il Senato, nell’ambito di un Convegno dal titolo “Voce al caregiver. Dai Bisogni ai Diritti: sostenere l’autodeterminazione delle famiglie delle persone con disabilità”, su iniziativa della senatrice Ilaria Cucchi.
In questo articolo riportiamo i punti salienti del suo intervento dal titolo “La resilienza del caregiver: l’importanza di essere informati”.
La resilienza del caregiver: perché senza informazione non basta
I temi principali affrontati nell’intervento sono stati:
- accesso alle informazioni
- orientamento nei servizi
- qualità della vita delle famiglie.
Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di resilienza delle famiglie. Un concetto potente, affascinante, quasi rassicurante.
La resilienza viene definita come la capacità di affrontare e superare eventi difficili, di adattarsi, di trovare nuove risorse anche nei momenti più complessi.
Ma c’è una domanda che raramente ci poniamo davvero:
quanto è giusto chiedere resilienza, quando manca l’informazione?
Il punto di partenza: l’accesso alle informazioni
Chi vive una situazione di disabilità lo sa bene. Il problema non è solo la complessità dei bisogni.
Il problema è orientarsi:
- capire cosa esiste
- sapere a cosa si ha diritto
- individuare gli interlocutori giusti
- comprendere come attivare i servizi
Senza queste informazioni, anche il sistema più avanzato diventa di fatto inaccessibile./vc_column_text]
Un caso concreto: il Progetto di Vita
Il Progetto di Vita rappresenta oggi uno degli strumenti più importanti della riforma della disabilità, rafforzato dal D.Lgs. 62/2024.
È, almeno sulla carta, il cuore di un sistema che dovrebbe essere:
- personalizzato
- integrato
- centrato sulla persona
Ma cosa succede quando proviamo a guardare la realtà?
Cosa dicono i siti online dei Comuni
Abbiamo analizzato i siti online di 18 Comuni italiani, inclusi alcuni territori coinvolti nella sperimentazione della riforma.
I risultati sono sorprendenti:
- Solo 1 Comune (Milano) ha una pagina dedicata al Progetto di Vita
- Solo 1 Comune (Catanzaro) mette a disposizione una modulistica
- Negli altri casi, il tema è assente oppure nascosto in documenti tecnici
In altre parole:
il diritto esiste, ma non viene comunicato.
E le iniziative pubbliche?
Abbiamo poi analizzato le iniziative di informazione sul tema del Progetto di Vita. Dal 2024 ad oggi si contano:
- circa 40–70 convegni e seminari
- meno di 10–15 iniziative rivolte direttamente a cittadini e famiglie
- solo 4 o 5 promosse da enti pubblici locali
La maggior parte degli eventi è invece stata rivolta a:
- operatori
- tecnici
- istituzioni
Ancora una volta, emerge un dato chiaro:
si parla molto del Progetto di vita, ma poco con le famiglie e i caregiver.
Il paradosso della resilienza del caregiver
A questo punto la questione cambia profondità. Perché se le informazioni non sono accessibili, i servizi non sono chiaramente comunicati e i diritti non vengono spiegati, allora la resilienza richiesta alle famiglie rischia di diventare qualcosa di diverso.
Non è più una risorsa, ma una necessità imposta.
E non tutte le famiglie hanno le competenze per orientarsi, gli strumenti per interpretare le normative, le energie per cercare informazioni per mesi e le reti di supporto.
In questi casi allora cosa succede? Succede che il diritto resta sulla carta.
E la qualità della vita dipende, più che dal sistema, dalla capacità individuale di “cavarsela”.
Una responsabilità pubblica
Il punto non è criticare il sistema. Il punto è chiarire una responsabilità, perchè l’informazione non è un servizio accessorio. È parte integrante del diritto.
Se un cittadino non è messo nelle condizioni di sapere:
- che esiste il Progetto di Vita
- come attivarlo
- a chi rivolgersi
quel diritto, di fatto, non è esigibile.
A questo punto forse la domanda da cui ripartire è questa:
Possiamo davvero parlare di resilienza del caregiver e delle famiglie, se il sistema non è in grado di essere comprensibile e accessibile?
Vuoi maggiori informazioni sul Progetto di Vita, su come fare ad attivarlo e a chi rivolgersi?