Prerequisiti cognitivi: la famiglia come “detective gentili”

Prerequisiti cognitivi: attività d’indagine 

Comprendere il possesso o meno di prerequisiti cognitivi non è solo una questione teorica, bensì è il primo passo per sbloccare il potenziale del bambino.

Come le fondamenta di una casa, una volta consolidati questi prerequisiti, si possono costruire competenze sempre più
complesse.

Il viaggio nell’autismo può sembrare complesso, ma comprenderlo nei suoi aspetti fondamentali è il primo passo per trasformarlo in un cammino di crescita e scoperta.

 

Il ruolo cruciale della famiglia: essere ‘‘detective gentili’’

Come genitore, è essenziale osservare questi aspetti nella quotidianità.

Non si tratta di diventare terapeuti, ma di essere “detective gentili”, che osservano con amore e pazienza:

  • come il bambino interagisce con l’ambiente
  • quali sono le sue preferenze
  • in quali momenti mostra maggiore interesse
  • quali situazioni gli creano difficoltà

 

L’osservazione attenta è preziosa per i professionisti, che potranno supportare il caregiver nel percorso per:

  • valutare quali prerequisiti necessitano di maggiore attenzione
  • sviluppare strategie personalizzate
  • costruire un percorso di crescita su misura

 

Valutazioni e strumenti specifici

Esistono diversi strumenti e metodologie per indagare i prerequisiti cognitivi nei bambini autistici.

Tra questi vi sono test specifici per l’età evolutiva, questionari standardizzati, osservazioni dirette e interviste con i genitori.

La valutazione è un processo che richiede tempo e accuratezza: non si tratta solo di compilare questionari o di utilizzare metodi alternativi di indagine attraverso il gioco, ma di comprendere le sfumature di ogni bambino.

Uno dei principali obiettivi è individuare le aree di forza e quelle che richiedono supporto.

Ad esempio, un bambino potrebbe dimostrare una buona memoria visiva ma avere difficoltà con le capacità attentive.

Conoscere queste informazioni permette di sviluppare un piano di intervento mirato, che possa davvero fare la differenza nel suo sviluppo.

 

Esempio di attività d’indagine

Un esempio di attività di indagine è quello di chiedere al bambino di cogliere delle differenze, come nel caso delle seguenti immagini:

Prerequisiti cognitivi

 

Altri esempi di metodi d’indagine 

Per la valutazione dell’attenzione ci sono altri metodi d’indagine come le attività strutturate ad esempio giochi visivi o tattili, come puzzle o immagini in cui bisogna trovare le differenze.

L’obiettivo del bambino è quello di mantenere l’attenzione su un compito per alcuni minuti, invece compito del “detective gentile” è monitorare come reagisce a interruzioni o stimoli esterni.

Si possono usare anche strumenti di osservazione in situazioni quotidiane, per valutare se l’attenzione varia in base al contesto, come chiedere di:

  • apparecchiare la tavola
  • preparare il caffè
  • rifare il letto.

 

Attraverso giochi motori, come percorsi o movimenti da riprodurre (es. Twister) in cui si richiede l’uso del corpo nello spazio, si possono invece valutare le funzioni esecutive e la motricità.

Sono da proporre attività che includono il riconoscimento della posizione del corpo in relazione a oggetti o superfici potrebbero fornire indicazioni sulla sua consapevolezza corporea.

I caregiver restano comunque una risorsa insostituibile in questo processo.

Nessuno conosce il bambino meglio di loro e le osservazioni quotidiane della famiglia forniscono informazioni
cruciali per una valutazione accurata.

 

a cura della Dott.ssa Alessia Fostinelli

 

ph pexels by Caleb Oquendo

 

 

Vuoi avere maggiori informazioni sui prerequisiti cognitivi e il ruolo della famiglia?

 

Contattaci

Articoli correlati:

autismo e comportamento

Autismo e comportamenti

L’autismo, o disturbo dello spettro autistico (ASD), è un disturbo del neurosviluppo che porta ad una compromissione della comunicazione (verbale e non) e dell’interazione sociale, portando spesso a ristrettezza di interessi e a forme di isolamento sociale.

11 Ottobre 2019

Cohousing rurale

Cohousing rurale: la sfida per autismo e Dopo di noi

Abbiamo fatta nostra l'idea di Angela realizzare un Cohousing rurale in Umbria e, vista l'esperienza che abbiamo di progetti sociali, abbiamo iniziato a pensare come realizzarla: queste sono le nostre proposte.

05 Novembre 2021