L’inclusione scolastica non riguarda soltanto ciò che accade a scuola.
L’inclusione scolastica riguarda il presente di una persona, ma soprattutto il suo futuro: le relazioni che costruisce, le opportunità che può incontrare, la possibilità di scegliere e di partecipare alla vita della propria comunità.
È da questa visione che nasce la collaborazione tra MUISS – Movimento Unitario per l’Inclusione Scolastica e Sociale, il prof. Pietro Berti ideatore del modello di lavoro del Coach Familiare ed il team di Coach Familiare tutto.
Una collaborazione che vuole mettere in relazione due dimensioni profondamente connesse: da una parte l’inclusione nella scuola e nella società, dall’altra la costruzione e l’attuazione del Progetto di Vita della persona con disabilità.
L’obiettivo comune è trasformare principi e diritti in strumenti realmente accessibili alle persone e alle famiglie, attraverso informazione, formazione e partecipazione.
Inclusione scolastica: guardare oltre il tempo trascorso a scuola
Quando parliamo di inclusione scolastica, il rischio è quello di concentrare l’attenzione esclusivamente sul presente:
- le ore di sostegno
- l’assistenza
- il PEI
- le attività didattiche
- le relazioni con gli insegnanti.
Sono tutti aspetti importanti. Ma c’è una domanda che può aiutarci ad allargare lo sguardo: verso quale futuro stiamo accompagnando quella persona?
La scuola rappresenta una parte fondamentale della vita, ma non può essere considerata separatamente da ciò che viene prima, durante e dopo.
Autonomia, relazioni, partecipazione sociale, formazione, lavoro, abitare, tempo libero e possibilità di compiere scelte sono dimensioni che appartengono alla stessa persona.
È proprio qui che inclusione scolastica e Progetto di Vita possono incontrarsi.
Il Progetto di Vita non dovrebbe essere percepito come un documento da predisporre quando emerge un problema o quando termina il percorso scolastico.
È un processo che parte dalla persona, dai suoi desideri, dalle sue aspirazioni e dalla qualità di vita attesa, mettendo in relazione famiglia, professionisti, servizi e istituzioni.
La scuola è quindi uno dei contesti nei quali quel progetto comincia a prendere forma.
MUISS e Coach Familiare: una collaborazione per l’inclusione scolastica e sociale
Il MUISS è il Movimento Unitario per l’Inclusione Scolastica e Sociale, organizzazione nata nel 2025 con l’obiettivo di promuovere azioni unitarie sui temi strategici dell’integrazione e dell’inclusione nella scuola e nella società.
Alla base del Movimento ci sono valori come equità, giustizia sociale e democrazia.
Sono valori che incontrano la visione di Coach Familiare, che pone al centro la persona con disabilità e la sua famiglia nella costruzione, nello sviluppo e nell’attuazione del Progetto di Vita.
Non si tratta di sostituire insegnanti, educatori, professionisti, servizi o istituzioni. Al contrario, uno degli obiettivi è favorire il dialogo e il coordinamento tra le diverse persone che, con ruoli e competenze differenti, partecipano alla vita della persona con disabilità.
Perché una vera inclusione scolastica diventa più forte quando la scuola non è un mondo separato, ma una parte di un progetto più ampio.
Dall’inclusione scolastica al Progetto di Vita: conoscere per poter scegliere
Uno dei primi obiettivi della collaborazione sarà rendere le informazioni più comprensibili e accessibili.
A partire dal mese di ottobre prenderà il via un ciclo d’incontri online gratuiti, rivolti a:
- famiglie
- persone con disabilità
- operatori
- mondo della scuola.
Gli incontri saranno dedicati in particolare a:
- comprendere il significato del Progetto di Vita e il percorso per la sua costruzione, approfondendo normativa, strumenti, procedure, diritti e responsabilità istituzionali;
- offrire alle famiglie informazioni concrete per orientarsi meglio e affrontare le barriere burocratiche e informative che possono rendere più difficile l’esercizio dei propri diritti.
Per una famiglia, infatti, avere un diritto riconosciuto non significa automaticamente sapere come esercitarlo.
Norme, procedure, competenze dei diversi enti e linguaggio tecnico possono rendere complesso comprendere quale strada seguire.
L’informazione, in questo senso, non è il punto di arrivo. È uno strumento che permette alla persona e alla famiglia di partecipare alle decisioni con maggiore consapevolezza.
Inclusione scolastica significa anche partecipazione
La collaborazione tra MUISS e Coach Familiare non si fermerà alla formazione.
Un secondo ambito riguarderà la possibilità di costruire forme di partecipazione collettiva e consapevole, attraverso l’organizzazione di “Click Day” coordinati a livello territoriale e nazionale.
Il modello è stato già sperimentato a Roma alla fine del 2024, attraverso l’invio simultaneo di numerose istanze da parte delle famiglie, contribuendo ad aprire un confronto con le istituzioni.
L’esperienza mette in evidenza un elemento importante: problemi vissuti individualmente da molte famiglie possono avere una dimensione collettiva.
Fare rete non significa contrapporsi automaticamente alle istituzioni. Significa creare le condizioni affinché bisogni, richieste e diritti possano essere rappresentati in maniera organizzata, consapevole e propositiva.
Anche questa è inclusione: poter prendere parte alle decisioni che incidono sulla propria vita.
Inclusione scolastica e Progetto di Vita devono parlare la stessa lingua
C’è un passaggio culturale che questa collaborazione vuole contribuire a sostenere.
Non possiamo pensare all’inclusione scolastica come a un obiettivo che termina con l’ultimo giorno di scuola.
Se durante gli anni scolastici lavoriamo sulla partecipazione, sulle autonomie, sulle relazioni e sulle possibilità della persona, dobbiamo chiederci come tutto questo possa continuare a trovare spazio nella vita adulta.
Il Progetto di Vita permette di porre una domanda diversa.
Non soltanto:
Di quali servizi ha bisogno questa persona?
Ma anche:
Quale vita desidera costruire e quali sostegni sono necessari perché possa farlo?
È un cambio di prospettiva importante, perché la persona viene prima della diagnosi e prima dell’organizzazione dei servizi.
La famiglia, la scuola, i professionisti e le istituzioni possono così contribuire, ciascuno secondo il proprio ruolo, alla costruzione di un contesto capace di favorire possibilità, scelta, autonomia e partecipazione.
Insieme, per trasformare i diritti in possibilità concrete
La collaborazione tra MUISS e Coach Familiare nasce con questo obiettivo: contribuire a costruire un ponte tra conoscenza dei diritti, partecipazione delle famiglie, inclusione scolastica e realizzazione concreta del Progetto di Vita.
Informare è necessario. Formare è importante, ma occorre anche creare occasioni nelle quali persone, famiglie, professionisti, scuola e istituzioni possano confrontarsi e agire.
Il calendario completo degli incontri online e le date delle iniziative saranno pubblicati e aggiornati attraverso i canali web e social di Coach Familiare e sul sito ufficiale del MUISS.
Perché costruire un Progetto di Vita significa guardare oltre il singolo problema di oggi e cominciare a costruire il futuro insieme alla persona e alla sua famiglia.
ph. by pexels Mikhail Nilov
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