La sperimentazione di un modello unico nazionale del Progetto di Vita
Il Governo ha recentemente emanato il DL Milleproroghe (A.C. 2245), approvato in via definitiva sia dalla Camera che dal Senato, che oltre ad introdurre alcune modifiche che riguardano la normativa in materia di disabilità, ha esteso e fissato le tempistiche di sperimentazione del modello unico nazionale del Progetto di Vita e di attuazione del decreto legislativo 62/2024.
Prima di vedere quali sono queste modifiche è però fondamentale chiarire che il Progetto di Vita Individualizzato (PDV), ossia il piano personalizzato destinato a tutte le persone con disabilità, è previsto dall’articolo 14 della Legge 328/2000 ed in base a questa legge si sta attualmente lavorando e si continuerà a lavorare nelle medesime modalità ai Progetti di Vita.
Nuove tempistiche di sperimentazione per arrivare a definire un modello unico nazionale del Progetto di Vita.
Il DL Milleproroghe (A.C. 2245) approvato dal Governo ha stabilito nuove tempistiche di sperimentazione per arrivare a definire un modello unico nazionale del Progetto di Vita.
La fase di sperimentazione che in base al Decreto Legge 62/2024 doveva iniziare dal 1 gennaio 2025 e riguardare le provincie pilota di:
- Brescia
- Catanzaro
- Firenze
- Frosinone
- Forlì-Cesena
- Salerno
- Trieste
- Sassari
sarà invece posticipata al 1 gennaio 2026, ma saranno coinvolte nella sperimentazione tutte le regioni italiane, con almeno una provincia pilota per regione, in particolare quelle di:
- Matera
- Palermo
- Teramo
- Vicenza
- Trento
- Alessandria
- Lecce
- Isernia
- Genova
- Macerata
- Aosta
La fase sperimentale differenziata geograficamente, prevista dall’articolo 33 del citato Decreto Legge 62/2024, permette di testare e migliorare l’efficacia delle disposizioni di legge in numerosi e diversi contesti, assicurando che ogni miglioramento della persona con disabilità sia basato sull’esperienza e sull’analisi dei risultati ottenuti sul campo.
Nel 2027, dopo la sperimentazione, sarà realizzato il modello unico nazionale del Progetto di Vita
Il risultato della sperimentazione, attuata nel corso del 2026 e del successivo 2027 nelle province di tutta Italia, permetterà di realizzare nel 2027 il modello unico nazionale del Progetto di vita, che tutti stanno aspettando, perchè, attualmente, mancando un modello unico, ogni Comune, ogni Ausl e ogni distretto, fa come vuole, ma come spiega Pietro Berti in questo video:
Non si deve aspettare il 2027 per avere il Progetto di vita. Intanto si procede come abbiamo sempre fatto: accordandosi con gli enti locali di riferimento. La prova tangibile di questo è che attualmente stiamo lavorando su almeno 60-70 Progetti di Vita in tutta Italia. Nel 2027 avremo un modello unico nazionale di Progetto di Vita, ma fino a quella data continuiamo come abbiamo sempre fatto in base alla Legge del 2000.
Durata della sperimentazione
La durata della sperimentazione sarà pertanto estesa a 24 mesi anziché ai 12 previsti dal Decreto Legge offrendo quindi un periodo più lungo per testare e implementare le nuove disposizioni e per sperimentare nelle province pilota i Progetti di Vita.
In questo modo saranno gettate le basi per definire il modello unico nazionale, al quale poi tutti gli enti pubblici (Comuni, Ausl e distretti) si dovranno attenere.
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