Come sviluppare i prerequisiti cognitivi nei bambini con autismo?
Abbiamo spiegato in un precedente articolo cosa sono i prerequisiti cognitivi, e che sono le fondamenta su cui si costruisce tutto l’apprendimento e lo sviluppo di un bambino con autismo.
Ogni piccolo progresso verso l’autonomia e la fiducia in sé stesso è un bambino con autismo un traguardo prezioso.
Come abbiamo spiegato in un altro articolo la famiglia ha un ruolo cruciale nell’indagare e osservare, come “detective gentili” , con amore e pazienza i traguardi e progressi che fanno i loro bambini, comprendendo il possesso o meno di prerequisiti cognitivi, che è il primo passo per sbloccare il potenziale del bambino.
La famiglia contribuire a sviluppare i prerequisiti cognitivi?
I genitori possono contribuire concretamente e in vario modo a sviluppare i prerequisiti cognitivi dei loro figli con autismo.
Esistono infatti diverse strategie che possono aiutare i bambini autistici a potenziare i loro prerequisiti cognitivi:
- Esercizi di attenzione e concentrazione: proporre giochi che richiedono attenzione, come puzzle o giochi di ordinamento, può aiutare il bambino a sviluppare la capacità di concentrazione.
- Sviluppo della memoria visiva: utilizzare carte illustrate per giochi di memoria (agenda visiva) può aiutare a migliorare la memoria visiva, che è fondamentale per molti aspetti della vita quotidiana.
- Attività di imitazione: fare esercizi di imitazione, come riprodurre semplici movimenti o suoni, aiuta il bambino a migliorare la capacità di osservazione e interazione.
- Routine e strutturazione: creare routine quotidiane è essenziale per un bambino autistico. La prevedibilità e la coerenza aiutano a rafforzare la comprensione del mondo circostante, riducendo l’ansia e aumentando la fiducia.
L’importanza del supporto professionale
Le strategie che abbiamo elencato sono solo alcune delle strategie e tecniche che i genitori e caregiver possono adottare nella vita quotidiana per sviluppare i prerequisiti cognitivi dei loro bambini con autismo.
Il supporto professionale e in particolare di coloro che sono professionisti del metodo del coach familiare, che si tratta di un metodo d’intervento, ci piace dire, “cucito su misura”, sono ovviamente essenziali per creare un piano di sviluppo completo e personalizzato.
In questo modo, qualora necessario, si potrebbero anche gettare le basi, per la stesura del Progetto di vita individualizzato in base al recente decreto legge 62/2024 un documento redatto da tutti i professionisti che ruotano intorno alla famiglia, insieme al Comune e agli assistenti sociali, in cui vengono indicati i vari interventi sanitari, socio-sanitari e socio-assistenziali di cui potrebbe necessitare il bambino, nonché le modalità di una loro interazione.
Costruire una base solida non significa solo migliorare le competenze del bambino, ma gettare le fondamenta per un futuro più sereno e autonomo.
a cura della Dott.ssa Alessia Fostinelli
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