Carattestiche della struttura per il Dopo di noi

Destinatari e caratteristiche della struttura per il Dopo di Noi

Nei nostri precedenti articoli abbiamo spiegato la progettualità, le difficoltà e gli elementi cardine per realizzare una struttura per il “Dopo di Noi”.

In questo nuovo articolo individueremo i destinatari e le caratteristiche della struttura per il Dopo di noi, ma nell’ottica del Prima e Durante Noi.

Operatori e destinatari del progetto

Il progetto intende coinvolgere, come si è detto nel precedente articolo, oltre agli anziani presenti nel contesto, anche il capitale e le iniziative dei privati sia come volontariato che come imprenditoria.

Gli operatori che accompagneranno i diversamente abili nella struttura saranno:

  • quelli che si occuperanno dell’assistenza
  • quelli dedicati specificatamente al settore

questo anche per quanto riguarda le altre Attività (Commercio, ristorazione, svago e intrattenimento).

Le attività e gli edifici

La coltivazione del terreno si tradurrà col tempo in maggiori opportunità di attività e nell’accrescimento dello spirito di tutela e di valorizzazione auspicato dallo stesso PUG.

Infatti prevederà la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti agricoli ottenuti, valorizzandone le eccellenze nel rispetto della tradizione e della biodiversità locale (con maggior riguardo nei confronti dei prodotti a rischio estinzione, come il cotogno, il melograno, il gelso, ecc.)

Il progetto prevede il recupero degli edifici esistenti e gli ampliamenti attuabili per finalità agro-turistiche nonché residenziali non prettamente agricoli, per la sussistenza dello specifico fabbisogno non altrimenti soddisfacibile, ovvero della maggiore onerosità delle alternative possibili, in termini di bilancio:

  • ambientale
  • economico
  • sociale complessivo (Vedi art. 7.2.3 delle NTA del PUG).

Il parametro edificatorio resterà compreso nei 0,03 mc/mq.

Impostazione progettuale della struttura e obiettivi

L’impostazione progettuale sarà improntata sulla sostenibilità.

Le tecnologie costruttive prescelte sono quelle della bioarchitettura, coniugata all’uso di materiali e tecniche locali, rivalutando quelle storiche e tradizionali (in particolare il mattone “quatt a palm” e la pietra di Apricena).

Si punterà soprattutto all’efficienza energetica, adottando il fotovoltaico e ricorrendo alle tecniche tradizionali di raccolta dell’acqua piovana.

L’obiettivo finale sarà quello di rivitalizzare il contesto con un intervento che, improntato all’attività agricola, migliori la redditività economica, grazie alla stretta relazione con la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli e con il valore aggiunto del turismo agreste, che si espleterà con l’agriturismo nella forma di “masseria didattica” .

Il risultato delle azioni si concretizza con il recupero colturale e culturale del contesto, che torna a essere paesaggio.

Questo contesto dialoga con l’intero territorio, grazie allo strumento sociale di valorizzazione delle abilità dei diversamente abili, che opereranno per vivere una vita sociale, nella quale potranno esprimersi e relazionarsi con l’intera comunità, grazie alle opportunità offerte dal progetto.

Tutte le risorse (economiche, materiali, culturali, ambientali, storiche e sociali) sono impegnate a ricostruire il dialogo fra:

  1. sito prescelto e l’intero territorio;
  2. residenti dell’intervento e l’intera comunità.

Le opportunità da cogliere con la struttura

Per ultimo è necessario accennare alla opportunità di prevedere nel contesto un centro di formazione continuo che avrà la peculiarità di essere utile, oltre che agli operatori specializzati che opereranno nel contesto, anche agli ospiti (diversamente abili e anziani), che saranno impegnati nelle diverse attività.

Lo studio di fattibilità dovrà verificare l’opportunità che l’intervento sia finanziato interamente dalla comunità europea per la specificità dell’intervento sia per l’obiettivo che si è posto sia per la ripetibilità in altri stati europei.

Occorrerà dimensionare il progetto, in seno al Piano Sociale di Zona, di cui San Severo è il Comune capofila, per definire se lo stesso debba interessare anche tutto l’ambito.

Conclusioni 

Il progetto si pone il fondamentale obiettivo di realizzare un contesto di accoglienza per i diversamente abili e le loro famiglie tanto da poter anticipare il Dopo di Noi con il Prima ed il Durante con Noi.

La presente proposta non è certamente esaustiva, ma può essere la base di discussione da sottoporre ai cittadini e ai soggetti direttamente interessati dalla problematica.

E’ certamente necessario acquisire il contributo degli specialisti e degli operatori del settore e in particolare di tutte le associazioni che operano nell’area di intervento.

(a cura dell’Arch. Pasquale Mininno)

Photo by Andrea Cairone on Unsplash

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