Comportamento problema: come nasce e come gestirlo

Il comportamento problema non nasce dal nulla

Nell’ambito dei nostri incontri formativi gratuiti dal titolo “Porte Aperte al Progetto di Vita” la Dott.ssa Serena Cartocci, psicologa e psicoterapeuta ha tenuto un webinar dedicato sul comportamento problema, spiegando che non nasce dal nulla, ma rappresenta condotte apprese che possiedono un significato e una funzione precisa, tra cui l’accesso a oggetti o situazioni gradite, la fuga da compiti sgraditi, l’auto-stimolazione e la richiesta di attenzione.

Esempi osservati nella pratica includono l’auto-aggressività, l’aggressione verso familiari o operatori, l’ingestione di oggetti casuali e la tentata fuga dagli edifici.

Ha inoltre sottolineato che tali principi si applicano a chiunque e non esclusivamente a persone con autismo.

 

Analisi del funzionamento e del contesto individuale

Serena Cartocci ha evidenziato che la diagnosi pura (come un ritardo cognitivo dovuto a un danno alla nascita) risulta insufficiente poiché non descrive le modalità specifiche di manifestazione della persona. È fondamentale conoscere il funzionamento cognitivo e comunicativo, le preferenze sensoriali e le reazioni a stimoli specifici, come il fastidio causato da un contatto fisico improvviso alle spalle. Inoltre, occorre conoscere i punti di forza e il contesto fisico e relazionale in cui la persona vive, motivo per cui i Coach familiari operano direttamente nei contesti di vita quotidiana.

 

Utilizzo dello strumento ABC per l’analisi funzionale

Ha presentato la scheda ABC come strumento operativo per fare chiarezza dopo il verificarsi di un comportamento problema.

La scheda si divide in tre colonne: gli antecedenti (eventi accaduti nei pochi secondi immediatamente precedenti), il comportamento (da descrivere in termini oggettivi e operazionali, evitando interpretazioni soggettive come “è nervoso”) e le conseguenze (le risposte ambientali successive).

Ha raccomandato di compilare la scheda ABC il prima possibile dopo che la situazione è tornata in sicurezza, per evitare la perdita di chiarezza nel ricordo. Tale strumento permette di tracciare la frequenza e di individuare eventuali ripetitività di orario o situazione, come nel caso di un comportamento problema ricorrente verso mezzogiorno, che permette di ipotizzare la fame e di risolvere la criticità anticipando uno spuntino.

 

Fattori soggettivi di percezione e condizioni organiche

Ha evidenziato come lo stato energetico e la percezione degli operatori o familiari possano distorcere la realtà, portando a sovrastimare la frequenza dei comportamenti problema, basandosi solo sugli ultimi giorni critici rispetto a settimane precedenti tranquille.

Inoltre, ha sottolineato l’importanza prioritaria di verificare la presenza di condizioni organiche, come dolori fisici, mal di testa, febbre o mal di denti, che possono scatenare comportamenti problema in persone incapaci di comunicarli verbalmente.

 

Analisi delle conseguenze e tipologie di rinforzo

Le conseguenze ambientali mantengono il comportamento problematico, quando permettono alla persona di raggiungere il proprio obiettivo.

I rinforzi si dividono in positivi, che aggiungono elementi desiderati (come dare attenzione o cibo in risposta a una richiesta problematica), e negativi, che rimuovono situazioni sgradite, come nel caso di un figlio adolescente che protesta per evitare di riordinare la stanza e ottiene che il genitore rinunci alla richiesta.

L’estinzione invece, consiste nell’ignorare completamente il comportamento problema. Ignoro quando il bambino, il ragazzo o la persona fa il comportamento problema, come se non sentissi, come se non vedessi, come se non ne fosse mai stato fatto.

Spiega che non si può fare un intervento basato solo sulle estinzioni o sulle punizioni (come ad esempio la revoca della televisione), soprattutto se non si pensa di portarle a termine e non vanno mai applicate se il comportamento problema mette a rischio la salute o la sicurezza della persona.

 

Funzione del comportamento problema 

I comportamenti problematici, come ad esempio una ragazza che urla per ottenere delle patatine, derivano da bisogni o motivazioni di fondo che non devono essere ignorati.

Ignorare la funzione del comportamento o concentrarsi unicamente sulle conseguenze risulta inefficace, poiché la persona non disporrebbe di modalità alternative per esprimere i propri disagi o desideri, rischiando di sviluppare nuovi comportamenti problema.

E’ importante conoscere le caratteristiche individuali e le modalità di comunicazione preferite, che siano esse verbali, non verbali, basate su simboli, applicazioni o comunicatori scritti, per valutare l’intenzionalità della richiesta e insegnare un comportamento alternativo funzionale.

Ad esempio la ragazza che urla per avere le patatine, le sa chiedere? Quindi devo verificare che tipo di comunicazione ha solitamente e se ha un’intenzionalità, cioè ha la capacità di fare la richiesta, quindi di dire voglio voglio questo con qualsiasi tipo di comunicazione.

La ragazza ha una prevedibilità, per esempio, di quando ad esempio voglia andare in un determinato posto, ad esempio sia appassionata di giocare a basket, quindi ha una prevedibilità e un’organizzazione della sua giornata quando va giocare a basket.

In questo caso si può utilizzare un’agenda visiva con delle immagini, con delle foto, con degli oggetti, ma posso utilizzare anche utilizzare uno scadenzario e un’agenda tradizionale che la persona scrive da sola.

Ad esempio se la ragazza è in grado di scrivere ed è in grado di leggere l’orologio e di riconoscere la data, la sua agenda se la scrive da sola, giorno per giorno: ad esempio dalle 8:00 alle 14:00 vado a scuola, poi torno a casa e pranzo, nel pomeriggio, prima faccio i compiti, poi il martedì vado in palestra a giocare a basket.

 

Allenamento alla tolleranza della frustrazione e gestione dei rifiuti

Serena Cartocci ha spiegato come affrontare le reazioni aggressive di fronte al rifiuto, con il caso del diciottenne Federico con comportamento problema aggressivo nei confronti di familiari o operatori.

Federico è un ragazzo che assolutamente non tollera il no, quindi di fronte a qualsiasi occasione in cui gli viene detto no, la sua reazione è sputare a chiunque abbia davanti, che sia il fratellino di 10 anni, che sia la mamma, che sia la nonna novantenne o che sia l’operatore.

In quelle situazioni dovremo prevedere e capire in quali contesti o con quali persone lo fa ad esempio: sempre con gli operatori, sempre con gli insegnanti di sostegno? Iniziamo a pensare che forse sia utile fare un “allenamento” alla tolleranza del no, alla frustrazione, posticipando le richieste o utilizzando supporti visivi come timer o clessidre per scandire i tempi d’attesa: non è possibile fare questa cosa in questo momento, allora la facciamo dopo che abbiamo finito questa attività oppure stabiliamo un tempo e diciamo che, quando il ragazzo vede nel timer o nella clessidra che è terminato il tempo si fa l’attività che gli piace fare.

Questo sistema vale per qualsiasi adolescente al quale si dice di fare una cosa che non gli piace fare.

 

Pianificazione delle conseguenze e rinforzo dei comportamenti alternativi

E’ necessario superare le strategie punitive o le estinzioni a favore di un approccio basato sul rinforzo positivo, gratificando grandemente la persona quando questa mette in atto il comportamento alternativo concordato (come chiedere le patatine tramite scrittura o parola) anziché il comportamento problema.

Il processo però richiede settimane o mesi di osservazione in ogni contesto e un lavoro di brainstorming collettivo che coinvolge genitori, insegnanti, operatori, catechisti ed educatori domiciliari, valutando i pro e i contro delle soluzioni e la loro sostenibilità a lungo termine.

 

I prossimi appuntamenti di “Porte Aperte al Progetto di Vita”   

I prossimi appuntamenti sono già stati programmati e potete trovarli in questo form, con il quale potete iscrivervi.

Tutti gli appuntamenti sono gratuiti.

Il prossimo in programma si svolgerà online il 26 ottobre 2026 a partire dalle 18.00 e sarà:

Progetto di Vita: domande e risposte online – Dott. Pietro Berti. Un’ora di confronto diretto sul Progetto di Vita e sulle domande delle famiglie.

 

Ph. by pexels Marcin PORĘBSKI

 

 

 

Vuoi maggiori informazioni sul comportamento problema e su come gestirlo?

 

form degli articoli raccontaci la tua esperienza

Articoli correlati:

Analisi funzionale

Analisi funzionale per i comportamenti problema

L’analisi completa di antecedenti, comportamenti e conseguenze aiuta a fornire una comprensione approfondita del comportamento problema.

29 Settembre 2023

Agenda visiva

Agenda visiva: cos’è e come si utilizza?

L’agenda visiva fa parte degli “strumenti visivi personalizzati di comunicazione in entrata”. Tali strumenti svolgono la loro finalità nell’ ampliare la ricezione del messaggio migliorando l’adattamento all’ambiente circostante.

17 Luglio 2020